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Biografia Esattamente non ricordo quando sono nato. Il primo ricordo della mia infanzia risale ormai al lontano
2032 a.C. quando abbaiavo alle pecore per farle salire sulla nave che
il padrone aveva costruito sulla collina a 80 km dal mare. Eravamo un
centinaio di animali, e dopo un mese di navigazione (il famoso diluvio,
seppi dopo), il padrone Noè era in delirio e sbagliava a darci da mangiare,
a me il fieno, e alle galline le ossa. Ma per fortuna, un paio di mesi dopo approdammo su una montagna e ritornammo alla vita di tutti i giorni. Per tanto tempo dopo, non ricordo esattamente che cosa ho
fatto, so di essere cresciuto, ho studiato un po’ da un tipo che insegnava
filosofia ad Atene, ma dato
che spesso farneticava di mondi inesistenti, mi sono aggregato ad un altro, Epicuro, che almeno cercava di insegnare a capire e
gustare la vita reale. In seguito, stanco di filosofeggiare, volevo imparare un
mestiere, anche perché nel frattempo mi ero sposato e i miei 15 bambini
non mangiavano filosofia. Così ho trovato lavoro come falegname, presso un certo Giuseppe, padre di Gesù, di cui tutti
conoscono la storia. Qui ho imparato un sacco di cose, non a fare i
miracoli, questo era riservato solo a lui, ma a costruire tavoli e sedie.
Anni dopo, nel 1500 sono espatriato in Germania, a Norimberga,
dove ho cominciato ad interessarmi di pittura, da Albrecht Dürer, che mi aveva assunto
per fabbricargli certi attrezzi per le incisioni.Guardando le sue opere,
ho incominciato a chiedergli se poteva insegnarmi i primi rudimenti del disegno. Albrecht era un tipo molto curioso verso tutto, come me
del resto, così dopo due anni da lui, lo seguii nel suo primo viaggio
in Italia, per conoscere certi pittori di cui aveva sentito parlare. Ma fu nel suo secondo
viaggio in Italia che conobbi il maestro che cambiò la mia vita: Leonardo
da Vinci. Cenammo insieme un paio di volte, e Leonardo ci mostrò le
sue opere, il suo pensiero. Ne fui talmente affascinato che dissi ad
Albrecht: “Al, resto in Italia.” Dürer capì e mi diede un po’ di soldi per potermi mantenere
i primi tempi. Studiai così da Leonardo, imparando molto su tutto. Spesso
la sera, finito il lavoro, mi ritiravo nella mia stanza, e scrivevo
quello che mi diceva e insegnava durante il giorno. Quando morì, in Francia, io rientrai in Italia e cercai lavoro presso i suoi vecchi committenti. La cosa non era facile perché Leonardo era Leonardo, e io, nonostante 3500 anni di studi ero ancora un pivello. Così riuscii solo a fare qualche pala per le chiesette di campagna e niente più. Dopotutto questa pausa mi faceva bene, perché vivere vicino a grandi uomini non era facile, ed avevo anch’io bisogno di riposo.
Tempo dopo, passeggiando sulle rive della Senna, vidi un
cavalletto e dei colori ad olio su una barca. Il proprietario dormiva
in cabina, così glieli portai via. Solo più tardi, quando mi aggregai
ad un gruppo di artisti fantasiosi, seppi che la barca era di Manet. Non fa niente, fatto sta che su quel cavalletto ho dipinto
bei quadri. Quegli artisti mi insegnarono moltissime cose, a dipingere
la realtà come io la sento perchè è il modo migliore
per esprimere sensazioni impressioni e sentimenti. Per finire, mi ritrovo qui, 120 anni dopo, ad inventare
un sito internet, per mostrare le opere create dalla mia fantasia. |